27/02/2005 - 3ª di Quaresima - Anno A

Prima lettura Esodo 17,3-7 dal Salmo 94/95
Seconda lettura Romani 5,1-2.5-8 Vangelo Giovanni 4,5-42

Nel nostro veloce sguardo alle varie parti della Messa siamo arrivati all'ascolto delle letture. Alla domenica ne ascoltiamo tre. La prima, di solito, è un brano tolto da uno dei 46 libri dell'Antico Testamento. La seconda da uno scritto del Nuovo Testamento, lettere o Atti degli apostoli oppure Apocalisse. La terza è tratta da uno dei quattro vangeli. Le prime due letture, con il salmo che le separa, vengono lette da lettori. I lettori sono fedeli come tutti gli altri: capaci di leggere, amano la Parola di Dio e non hanno paura di coloro che ascoltano! Gloria principale del lettore è che di lui si possa dire quello che S. Vigilio scrisse del lettore S. Martirio: "Si dedicava continuamente ad apprendere e a vivere la parola di Dio che leggeva ed era ansioso di guadagnare anime a Dio"! Il lettore sa che ciò che sta leggendo è Parola di Dio e che questa Parola è importante per coloro che ascoltano: si prepara quindi con una vita fedele al Signore, esemplare per la comunità cristiana, e si prepara pure leggendo e meditando quei brani che proclamerà davanti a tutti. Chi ascolta non è meno impegnato di chi legge: si dispone a far entrare nel proprio cuore la luce e la sapienza e i desideri del Padre!
Della Parola di Dio abbiamo sete, desiderio profondo, perché su di essa si gioca tutta la nostra vita.
Leggendo il vangelo che ci viene presentato oggi ci colpisce il confronto tra la sete degli uomini e quella di Gesù, cioè tra i desideri coltivati dagli uomini e l'unico manifestato dal Signore.
La donna di Samaria viene ad attingere acqua; i discepoli di Gesù hanno fame e vanno a far provvista di cibi, mentre lui continua ad occuparsi del Padre suo! Alla donna, cui chiede un po' d'acqua da bere, egli parla di un'altra acqua, un'acqua viva che disseta le profondità del cuore.
Dato che la donna non capisce il suo linguaggio, Gesù la orienta a considerare i suoi desideri più profondi e mai soddisfatti. Ella ha desiderio d'amare e d'essere amata, di fondare la propria vita in una sicurezza stabile, di guardare al futuro con serenità, di godere di un'armonia con tutti. Questi desideri ella spera di colmarli rivolgendosi agli uomini: ha tentato cinque volte inutilmente, e la sesta volta ci sta riprovando, pur senza convinzione. "Quello che hai ora non è tuo marito", le dice Gesù, come per dire che lei stessa si è accorta che gli uomini deludono e non ci si può affidare ad essi. Sentendosi compresa da Gesù, ella manifesta anche la sua fede, incompleta e debole, chiedendo spiegazioni. Gesù quindi ben volentieri parla di quel Dio che non è lontano da noi, ma così vicino come lo è il nostro respiro, quel Dio che ora finalmente può essere conosciuto come Padre, perché è presente il Figlio che ce lo può rivelare! Questo Padre deve essere adorato non a intermittenza, ma sempre, in ogni momento, in ogni luogo.
Che significa adorare Dio Padre? Per trovare la risposta a questo interrogativo possiamo guardare a Gesù stesso: egli sa "adorare il Padre in spirito e verità"! Lo fa occupandosi del suo regno, cercando di conoscere e di compiere la sua volontà, lo fa manifestando se stesso come Messia e Salvatore del mondo! Noi adoreremo il Padre invece amando Gesù, pregandolo di fermarsi con noi per indicarci il cammino, ascoltando la sua parola. Adoriamo il Padre quando diremo ciò che dissero i samaritani alla donna: "Non è più per la tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo"! La nostra fede deve maturare fino a che ci darà libertà da quanto dicono e fanno gli altri, quelli che la negano o che non la vivono o che la tengono solo come un vestito da cambiare ad ogni cambiamento di stagione o più spesso ancora!
San Paolo ci rafforza nella certezza che il nostro rapporto con Dio si gioca sulla nostra accoglienza di Gesù: "Noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo"! Gesù è la roccia che, battuta da Mosè, lascia uscire acqua per tutto il popolo assetato e peccatore! Gesù ci disseta con la sua presenza nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nella nostra società. Senza di lui ogni ricerca rimane vuota e deludente. C'è chi si stanca di cercare e addirittura si toglie la vita. Chi invece si affida a Gesù, gode e trova motivo, non solo per vivere, ma anche per impegnarsi e donarsi e trasformare la propria esistenza in un continuo atto d'amore e di offerta al Padre per la salvezza di molti!

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