MISTERI GLORIOSI del Rosario

1. Gesù risorge dai morti e appare ai discepoli  

La sera di quello stesso giorno venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo mostrò loro le mani e il costato. (Gv 20, 19-20)

 

Gesù sorprende i suoi. Essi non si aspettano di rivederlo, di udire ancora la sua voce. Essi credono che la morte abbia potere su di Lui come su tutti gli uomini.

Gesù invece si fa vedere, si fa udire, si fa toccare.

Egli continua ad amare e a lasciarsi amare. Egli è vivo. Anzi, la sua vita è perfetta, dono d'amore perfetto, non più condizionato nemmeno dal peccato degli uomini.

Il suo saluto è «Pace a voi!»; non è un augurio, ma un invito: invito a godere con Lui l'amore del Padre, invito a condividere lo Spirito che vivifica e rinnova la faccia della terra.

Gesù dona pace, dona perdono e chiede amore.

«Mi ami tu?» ha chiesto a Pietro e chiede a me ora, per potermi affidare qualche piccolo compito nella sua Chiesa, come segno del suo amore al suo gregge.

Mi ami tu? Mi vuoi bene?  

Mi faccio aiutare da Maria a rispondere a questa domanda.

Si, Gesù, ti amo.

Come Maria ti ha amato mettendosi a tua disposizione, così io ti amo: eccomi usami per la tua opera, secondo i tuoi desideri.

 

2. Gesù ascende al cielo e manda i suoi a battezzare in tutto il mondo  

Gesù li condusse fuori, verso Betania, e alzate le mani li benedisse. (Lc 24, 50)

«Andate dunque e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». (Mt 28, 19)

 

Gesù prende posto alla destra del Padre. Riceve la gloria che aveva prima della creazione del mondo.

In questa sua glorificazione Egli non dimentica i suoi, anzi li incarica di continuare il progetto d'amore del Padre: andate e battezzate tutte le genti... Egli manda i suoi a battezzare, a comunicare cioè a tutti la vita di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. Gli apostoli sono incaricati di mettere gli uomini a contatto con l'amore del Padre, che ama gratuitamente, con l'amore del Figlio, che ama obbedendo, con l'amore che è lo Spirito Santo, che ama con gioia senza parzialità.

Per questo Gesù stende le mani su di loro benedicendoli, e poi scompare dalla loro vista. Non occorre più vedere Gesù, non occorre più sentire la sua voce. Egli sarà accanto ai suoi ogni giorno, anzi, vivrà dentro di loro: comunicherà loro la sua forza e la sua capacità d'amare.

Gesù seduto alla destra del Padre sarà per loro intercessore e avvocato. Essi godranno nel saperlo glorioso e vittorioso Signore della loro vita.  

Anche noi insieme con Maria godiamo e ci rallegriamo nel sapere che il nostro Maestro e Signore, colui che ci ha amati fino alla fine, è nella gloria piena ed eterna.

Godendo dell'intercessione di Maria continuiamo a lasciarci battezzare, a lasciarci immergere nell'amore trinitario di Dio per trascinare in quest'amore tutto il mondo.  

 

3. Lo Spirito Santo discende sugli apostoli e guida la Chiesa  

E apparvero loro lingue come di fuoco, che si posarono su ciascuno di loro. Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo. (Atti 2, 3-4)

Il mondo non comprende l'opera dello Spirito Santo. La gioia e la franchezza dei discepoli di Gesù viene interpretata come ubriachezza, altre volte come pazzia.

Essi però vivono una vita nuova, un nuovo amore, una nuova gioia basata sulle cose di Dio, anzi, sulla persona di Dio.

Essi godono di sapersi nelle mani del Padre e gioiscono di cooperare all'opera di Gesù.

Essi non lavorano più per se stessi, non vivono più per la propria gloria, non amano più il denaro e la vanità e i piaceri.

Essi amano Gesù più di se stessi. Uno Spirito nuovo li possiede, uno Spirito che non reagisce a ciò che avviene nel mondo, sulla terra, ma si lascia influenzare solo dall'amore del Padre e di Gesù. E uno Spirito Santo che sa amare e ama portando i cuori a Gesù, dove trovano pienezza di vita.

Lo Spirito Santo, che ha illuminato gli apostoli e dato a loro e a Maria nuova vita, continua a guidare la Chiesa. La sta guidando con sante ispirazioni nei cuori dei singoli, suscitando movimenti di fede, di preghiera e di carità. Distribuisce carismi e ministeri perché le grazie date ad uno giovino a tutti per l'edificazione di un edificio santo, la Chiesa, dimora capace di accogliere tutta l'umanità perché riceva e senta l'amore del Padre.  

Salutando Maria con la preghiera dell'Angelo godiamo della sua intercessione. Ella chiede per noi la pienezza dello Spirito Santo, che ha fatto della sua vita e fa della nostra vita un dono a Dio, prezioso per tutta l'umanità.  

 

4. Maria SS.ma assunta in cielo  

Benedetta sei Tu, davanti al Dio altissimo, più di tutte le donne che vivono sulla terra. (Giuditta 13, 18)

Colei da cui ha preso carne il Figlio di Dio partecipa della gloria della sua incorruttibilità.

A Lei Dio ha già dato quella gloria che a noi è promessa alla fine dei tempi se perseveriamo nel servire il Figlio Gesù.

Maria è stata fedele nelle piccole cose di ogni giorno. Ha continuato ad amare il Padre servendo Gesù bambino, ragazzo, adolescente, giovane, uomo maturo. Lo ha servito nel silenzio di Nazareth, ha sofferto per Lui, e con Lui ha accolto e meditato le sue parole e i fatti della sua vita.

Ora Ella gode il premio; Dio non si lascia vincere in generosità! Maria però non ha amato il premio, ha semplicemente amato.

Il suo amore ha incontrato quello di Dio per lei. E noi, oggi, guardando Maria nella luce della beatitudine eterna, vediamo la fedeltà di Dio e il suo amore che fa partecipare noi piccoli e umili alla sua grandezza.

 «Ha guardato l'umiltà della sua serva, d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata poiché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente».  

Partecipiamo alla gloria della nostra Madre promettendo una fedeltà più stabile ai desideri di Dio per noi.  

 

5. Maria coronata Regina degli angeli e dei santi  

Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. (Ap 12, 1)  

Gesù ha pregato cosi: «Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io». Noi vediamo Maria come la prima di quelli che il Padre ha dato a Gesù: gliel'ha data come Madre e discepola, e perciò noi ora la contempliamo nella gloria con Lui e la chiamiamo Regina, poiché sta scritto: «Se con Lui perseveriamo con Lui anche regneremo!».
«Chi mi ama, il Padre mio lo onorerà» ha detto Gesù. E se il Padre onora chi ha amato Gesù, noi onoriamo con Lui la Madre che più di ogni creatura ha amato il Figlio di Dio, e la onoriamo col titolo di Regina.
Ella è la Regina degli Angeli perché essi servono a quell'amore di Dio che s'è incarnato in Lei.

È la Regina dei santi, perché essi hanno obbedito a Lei che ha detto: «Fate tutto quello che Egli vi dirà».

È la Regina dei patriarchi perché con loro e più di loro ha atteso e accolto la salvezza dell'umanità.

È la Regina dei profeti che hanno annunciato il suo parto illibato.

È la Regina dei martiri e dei confessori della fede, che hanno testimoniato con la vita e con la morte il suo Figlio.

È la Regina delle vergini di cui è modello inimitabile.

È la Regina dei monaci perché prima di loro si è offerta al Padre nel silenzio e nell'obbedienza per amore di Gesù.

È la Regina di tutti i cristiani perché tutti guardano a Lei per vedere le grandi opere di Dio.

E inoltre la chiamiamo Regina di misericordia, Regina dei poveri, degli afflitti, degli umili, Regina della pace, Regina del nostro paese, della nostra famiglia e del nostro cuore.

La sua regalità, partecipazione a quella di Gesù, è dono di Dio all'umanità, che può così in Lei contemplare il proprio destino.

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per la Risurrezione vedi anche Pace a voi e Gesù è risorto, Alleluia