Vangelo secondo Luca

Capitolo 10,25-28

25 Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova:

"Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?".

26 Gesù gli disse:

"Che cosa sta scritto nella Legge?

Che cosa vi leggi?".

Signore Gesù, grande è la tua gioia per l'amore del Padre ai piccoli e grande la beatitudine di coloro che ti vedono e ti ascoltano: essi vedono e ascoltano il Figlio e conoscono il Padre!
Proprio uno di quelli cui il Padre nasconde le sue cose ora si alza: egli sa che la sua domanda è importante, o vuole che lo sia. Egli non ha gioito della tua gioia, non ha esultato con te, non ha fissato il suo sguardo sul Padre, né lo tiene al Figlio. Egli ti vuol mettere alla prova. Per lui tu non sei il rivelatore del Padre, né l'atteso dei profeti né il desiderato dei re. Per lui tu sei uno che potrebbe ingannare: sei un uomo che dev'essere vagliato in base alle conoscenze che già gli uomini possiedono.
Gesù, abbi pietà!
La domanda posta con solennità si presenta come buona intenzione, ma nasconde una cattiva disposizione. "Che devo fare?" Il dottore della legge afferma di voler fare, dà da intendere che desidera impegnarsi; egli sa che nessuno si accontenta delle belle parole. "Per ereditare la vita eterna": per avere dei diritti sulla vita eterna, sul dono di Dio, sull'amore gratuito del Padre!
Ecco la cattiva disposizione: quest'uomo ritiene si debba fare qualche cosa per avere dei diritti di fronte a Dio.
Per lui Dio non è il Padre che tiene un rapporto d'amore gratuito con i figli, che rispondono con un amore altrettanto gratuito! Per lui Dio non è il Padre che fa esultare di gioia chi si unisce al Figlio suo, mandato per liberarci da ogni schiavitù, anche da quella del senso del dovere!

Gesù, tu non sai cosa rispondere a quest'uomo, i cui occhi sono chiusi e i cui orecchi ancora non odono. Si può solo sperare e pregare perché egli diventi piccolo, uno dei piccoli cui il Padre manifesta le sue cose! E intanto? E tutti coloro che sono come lui? Che deve fare chi non esulta nello Spirito con te?

27 Costui rispose: " Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso ".
Essi non vedono in te, Gesù, nulla di nuovo. Essi sanno già tutto. È scritto tutto nella Legge. Se ancora non ascoltano te, sanno cosa ascoltare: "Ascolta, Israele. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore… Osserverete diligentemente i comandi del Signore vostro Dio, le istruzioni e le leggi che vi ho date". (Dt 6,4ss . 25)
L'esperto conosce tutti i comandi, sia quelli di fedeltà a Dio, sia quelli di rispetto e di riverenza alla sua immagine, l'uomo. L'amore all'uomo è timore del Signore! "Non disprezzerai il sordo… ma temerai il tuo Dio… Amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore." (Lv 19,14.18)
Così il dottore della Legge recita ogni giorno, sera e mattina.
Colui che ubbidisce ai comandamenti di Dio, alla Parola scritta, questi è già sulla strada della vita. Chi impegna tutto il cuore, tutta l'anima, tutta la forza e tutta la mente a realizzare l'amore che Dio ha chiesto, a vivere obbediente, a dargli gloria, costui è già in comunione col Figlio, Parola eterna del Padre. Nulla è più grande dell'amore rivolto al Padre, nulla ci fa assomigliare al Figlio se non l'amore al Padre, un amore che occupi tutta la vita. Nulla può far risplendere su di noi la gloria di Dio, se non l'amore, quell'amore che riversa sugli uomini la benevolenza del Padre!
28 E Gesù: "Hai risposto bene; fà questo e vivrai". Chi non usa la mente e le forze per giudicare, per sospettare, per mettere alla prova, per gettare il discredito sul prossimo, ma si occupa solo di amare il Signore, questi è in comunione con lui!
Il dottore della Legge può nuovamente sedere. Egli sa quello che si deve sapere. Non occorre sapere di più. Occorre fare ciò che si sa. Il dono della vita eterna non mancherà, perché Dio è fedele.
E allora anche il tuo Volto, Gesù, risplenderà di nuova luce e nessuno si alzerà per metterti alla prova, ma solo per esultare con te e per acclamarti, Signore nostro Dio!

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