serie 2. parte 11

Vangelo secondo Marco: capitolo 4,35-41

Testo del Vangelo
(trad. CEI 1977)

Lectio

35 In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro:

"Passiamo all'altra riva".

Signore Gesù, hai raccontato molte parabole alla folla e le hai spiegate ai discepoli in disparte. Con questo tuo insegnamento volevi far conoscere loro il "mistero del Regno" che è loro donato, volevi che sapessero chi sei tu e in che modo la tua vita avrebbe portato frutto!
Che cosa hanno compreso? Forse con i fatti comprenderanno meglio che con le parole. Così, dato che la barca è pronta, ordini ai discepoli di andare "all'altra riva": vuoi rimanere tu da solo con loro? Vuoi annunciare la Parola anche ai pagani che vivono "all'altra riva"? Vuoi concederti una pausa e lasciare che la gente mediti su ciò che hai annunciato?

36 E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
37 Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena.

I discepoli ti obbediscono: quando sanno che anche tu sei con loro, partono. Tu sali nella barca, così come sei, con semplicità, senza attenzioni particolari: stai con i tuoi, ti fidi di loro. Non sali su un'altra barca, ma rimani con quelli che hai chiamato. Essi devono conoscerti, vedere come ti comporti, approfondire il loro rapporto con te.
Gesù, quella barca diventa una bella immagine della tua Chiesa, che si muove nel mondo insieme a te, portandoti con sè ovunque, con semplicità.
Il vento che alza e rialza le onde sembra alleato di quello spirito che ti avrebbe voluto scacciare dalla sinagoga: ora tenta di rovinare e distruggere tutta la barca! La difficoltà che viene da fuori, dalla furia del vento e di ciò che esso muove, è una minaccia seria e paurosa. Non fa meraviglia che i tuoi si spaventino temendo per la loro stessa vita!

38 Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.

E tu? Tu, Gesù, perché dormi? Anche Giona dormiva in mezzo al mare in burrasca: egli però scappava dalla predicazione (Gio 1,6), mentre tu tutto il giorno hai invitato alla conversione e alla fede nella buona notizia! Che cos'è, Gesù, il tuo sonno in questo momento difficile? Tu hai annunciato che il seminatore può dormire dopo il suo lavoro. Ora tu dormi, sapendo che è in azione la potenza di Dio! Tu sai che non è questa l'ora di esser gettato nel mare, come Giona, per salvare la nave con quanti essa ospita. Tu verrai gettato nella terra, come il seme! Il tuo sonno è fede, è fiducia nel Padre, che non teme i flutti e il mare! Con la fede tu compi il tuo viaggio, non con i mezzi e le sicurezze umane!
La barca intanto non è solo minacciata: le onde vi sono entrate, essa stessa porta in sè il pericolo, il malessere, la fatica. Tu, sul cuscino del timoniere, dormi, tranquillo e sereno, perché sai d'aver compiuto la volontà del Padre! Così tu entrerai nel sonno della morte, sicuro d'aver compiuto tutto, tutto quello che il Padre voleva da te quando ti ha offerto il calice amaro. Come reagiranno allora i tuoi discepoli? Ora tu li vuoi preparare a quel momento, che arriverà di certo, e che si ripeterà nella storia e nella vita di ogni tuo futuro discepolo.

Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t'importa che siamo perduti?".

Essi ti svegliano e ti rimproverano. Ti svegliano: a loro non basta che tu sia presente! Ti rimproverano: tu hai risolto situazioni difficili, hai tolto dai guai varie persone, e ora per essi non fai nulla? Come mai essi, che sono tuoi, sono in difficoltà? È mai possibile che proprio la tua barca, la tua Chiesa, sia in pericolo nelle difficoltà e soccomba sotto l'imperversare delle tentazioni e delle minacce del maligno?
Ti svegliano: forse hanno fede in una tua parola, ma non nella tua presenza! Potrebbero imitarti, dormire come fai tu, riposare tranquilli e sereni senza "temere alcun male, perché tu sei con me"! (Sal 23,4). Ti chiamano "Maestro", perché finora ti hanno sentito tanto parlare e non hanno capito i segni e i prodigi. Forse pensano che puoi compiere ancora un miracolo facendoli arrivare incolumi attraverso le onde?
Ti svegliano: solo in te, risvegliato, " risorto ", possono aver fiducia. Il tuo sonno, la tua morte, non dà sicurezza, aumenta il disagio e la paura.
Gesù, la tua Chiesa, spaventata, vuole un segno della tua potenza e non riposa sulla sicurezza della tua presenza silenziosa in mezzo ad essa!
Ti rimproverano: ti fanno capire che li hai delusi. Con te s'aspettavano di non avere difficoltà alcuna!
Grazie, Gesù. Hai udito il grido dei tuoi e continui a rispondere. Non c'è bisogno che alcuno ti spieghi quali sono i pericoli: li conosci già.

39 Destatosi, minacciò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.

Hai individuato meglio dei discepoli il nemico nascosto che vuole impedire alla Chiesa di portarti con sè e di andare "all'altra riva"! Tu gli comandi, come gli hai comandato a Cafarnao: "Taci"! Allora gridava che sei venuto a rovinarci. Oggi vuole nascondersi nel rombare del vento e nei flutti, e vuole lui stesso rovinarci davvero. È ancora e sempre lui che vuol zittire la nostra fede in te. "Calmati"! E i discepoli non odono più nulla e non vedono più i flutti minacciosi. Li avevano sognati? Erano essi che dormivano? La tua parola! La tua parola non è solo insegnamento e spiegazione, la tua parola è potenza, è la potenza di Dio che "domina l'orgoglio del mare e placa il tumulto dei suoi flutti" (Sal 89,10). Come non ricordare che "nell'angoscia gridarono al Signore ed egli li liberò dalle loro angustie. Ridusse la tempesta alla calma, tacquero i flutti del mare" (Sal 107,28s)?

40 Poi disse loro: "Perché avete paura? Non avete ancora fede?".

 

 

41 E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro:

 

"Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?".

Ora sei tu, Gesù, che giustamente rimproveri i discepoli. Essi ti hanno deluso. Se avessero creduto che tu sei il Signore, non avrebbero ceduto alla paura. Dentro di loro uno spirito, come un vento rabbioso, ha spazzato via la fede e ha alzato i flutti della paura! Avrebbero dovuto tener salda la fede, e allora non avrebbero avuto paura, anzi, avrebbero dormito insieme a te!
Un altro timore ora li prende, il timore della presenza di Dio: sì, davvero tu, Gesù, sei il "Dio con noi", perché il vento e il mare, che ubbidiscono solo a Dio, hanno obbedito a te! Tu ci sorprendi, sei sempre più grande di quanto siamo capaci di pensare di te, Gesù Signore, nostro Dio!
Gesù, credo! Dovessi "camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me"! Tu sei sicuro e tranquillo nella tua Chiesa: essa continua ad attraversare il mare agitato dai venti delle ideologie, delle ambizioni e delle pretese prepotenti degli uomini che sono sotto il potere del diavolo. Tu passi all'altra riva, per raggiungere, con la tua Chiesa, tutti i popoli che attendono di essere salvati!

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