Vangelo secondo Luca
Capitolo 9,18-27
18 Un giorno, mentre Gesų si trovava
in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro
questa domanda: "Chi sono io secondo la gente?". 19 Essi risposero: "Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che č risorto".
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Signore Gesų, i momenti pių significativi della
tua vita, e dell'incontro dei discepoli con te, sono illuminati e vivificati
dalla tua preghiera. Tu sei sempre uno con il Padre, ma ugualmente ti raccogli
nella solitudine con lui per aprirgli il tuo cuore: glielo apri per donarti
a Lui, ed Egli si dona a te! Egli ti ha rivelato il suo disegno, e tu lo
vuoi rivelare ai discepoli che egli ti ha dato. I discepoli sono stati partecipi e collaboratori del grande segno del pane distribuito ai cinquemila. Hanno compreso il segno? Hanno capito chi sei tu? Si sono aperti gli occhi della loro mente per vedere in te colui che dā il pane del cielo, colui che sazia tutto il popolo? Č importante che essi sappiano chi tu sei, e sappiano dirlo! La tua prima domanda li rende attenti a quanto li circonda, agli uomini del mondo in mezzo al quale vivono. Essi devono conoscere il cuore delle persone cui saranno mandati. Essi devono sapere quali luci e quali tenebre si mescolano attorno a loro. E la realtā pių importante per ogni uomo č il suo rapporto con te, Gesų! I discepoli tuoi si distinguono e si riconoscono dal rapporto che hanno con te! Che cosa dice la gente di te? Chi sei tu per la gente? Questo tu chiedi ai discepoli, ed essi rispondono. Essi sanno i discorsi della gente, che riesce ad avere con te un rapporto come con un uomo del passato, uno di quelli che giā conosciamo. Tu, Gesų, sei davvero la novitā: nessuno sa immaginare quale dono nuovo di Dio tu sei! |
20 Allora domandō:
"Ma voi chi dite che io sia?". Pietro, prendendo la parola, rispose:
"Il Cristo di Dio". 21 Egli allora ordinō loro severamente di non riferirlo a nessuno. |
I tuoi discepoli parlano come tutti? Che cosa
dicono di te in cuor loro? Come ti ascoltano? Che cosa s'aspettano? Come
si avvicinano a te? Uno risponde. Gli altri si uniscono a lui? Essi ti considerano proprio colui che tu sei. Essi vogliono avere con te il rapporto che si ha con colui che viene da Dio, come l'unico, l'ultimo suo vero rappresentante. Tu sei il Cristo di Dio! Ti risponde uno solo, e a lui tutti si uniscono. La fede in te č piena solo nella comunitā. La risposta alla tua domanda č della comunitā unita, e perciō risponde colui che la puō rappresentare anche davanti a te. Nessuno dei tuoi si sogna di dire la sua, perché tutti sono fieri della fede comune! Sė, i tuoi sono sulla strada vera, hanno imboccato il sentiero preparato dal Padre: ma c'č ancora un bel cammino da percorrere. Non basta avere le parole di veritā, bisogna anche conoscerne il significato. E il significato č quello della croce! Il Cristo di Dio č colui che soffre e muore, colui che entra nelle profonditā della paura e della conseguenza del peccato dell'uomo, perché di lā lo trae Dio! I discepoli devono tacere quel che sanno, perché non hanno ancora esperienza. Se credono davvero quel che sanno possono giā viverne le conseguenze che permettono loro di capire. |
22 "Il Figlio dell'uomo, disse,
deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti
e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno". 26 Chi si vergognerā di me e delle mie parole, di lui si vergognerā il Figlio dell'uomo, quando verrā nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. |
Gesų, tu vuoi che i tuoi sappiano fare dei passi dentro la morte insieme con te: proponi loro di rinnegare se stessi e di accogliere il rifiuto e il disprezzo che qualcuno puō avere di noi! Insieme a te, dietro a te! Proponi ai discepoli di perdere la vita per te: la tua grazia vale pių
della vita! Aiuti i tuoi a considerare tutto il mondo con le sue ricchezze
e le sue bellezze proprio un nulla, di fronte a te: tu sei il pių bello
tra i figli dell'uomo! |
27 In veritā vi
dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto
il regno di Dio". |
L'uomo che vive in mezzo agli uomini, quasi automaticamente
si vergogna di te, perché si trova ad essere sempre solo, sempre diverso!
La gloria divina riposa su chi supera questa vergogna e s'abbandona a te.
Questo č possibile, questo avviene; questo č un miracolo meraviglioso di
cui possiamo essere spettatori: ci sono alcuni che non si vergognano di
te, Gesų, né della tua morte né della tua risurrezione! Alleluia! Gloria a Te! |