CARO PADRINO,

CARA MADRINA, … 

«Non vergognarti della testimonianza da rendere al Signore nostro» (2 Tim 1, 8)

 

Qualche padrino non si rende conto della grazia che riceve e dell'impegno che si assume nell'accompagnare al Battesimo o alla Cresima un figlio di Dio. E forse rimane distratto o disorientato in questo suo ruolo.

Quattro chiacchiere possono esser d'aiuto...

d.Vigilio Covi                  

1. La scelta

Sono stato chiamato a «fare da padrino». Chi mi ha chiamato? Un ragazzo.

Ma dentro di lui quale ragione lo spingeva a chiedere a me, proprio a me, di svolgere questo ruolo per la sua Confermazione? Non lo so, non gliel'ho chiesto. E se gliel'avessi chiesto forse nemmeno lui avrebbe saputo rispondermi.

E' stata l'amicizia? È stata la parentela? È stato il suggerimento dei suoi genitori? È stato il fatto che nel suo orizzonte di amicizie non spuntava il volto di nessun giovane, di nessun altro cristiano? È stata la considerazione sociale?

Forse anche tu ti poni queste domande. Quali sono i moventi che hanno spinto il tuo figlioccio (o figlioccia) a chiederti di essere il suo padrino, la sua madrina? O quali i moventi dei genitori che ti hanno chiesto di tenere il loro figlio al Battesimo o Cresima? Amicizia? Parentela? Riconoscenza? Puoi dare una risposta? Forse no, e allora fa anche tu come ho fatto io.

Ho chiesto a Dio la risposta a questo interrogativo.

Perché Tu, o Dio, mi chiami a far da padrino?

Ho fatto così e ho trovato pace.

Sì, credo che è stato lo Spirito di Dio a suggerirti di proporti come padrino, dev’essere stato lo Spirito di Dio a muovere il cuore dei genitori o del ragazzo a chiederti questo... servizio!

Lo Spirito Santo! Mi piace esser scelto da Dio.

E' Dio che mi affida un incarico verso uno dei suoi figli più piccoli che entrano nella Chiesa o che prendono coscienza più matura del loro appartenere alla Chiesa e ne ricevono la Grazia. Sono stato osservato da Dio, chiamato e scelto da Lui attraverso la bocca di quei genitori o di quel ragazzo.

E, prima di rispondere a loro, rispondo a Lui. 

Caro padrino, se nel tuo cuore avessero avuto peso le considerazioni sociali, o quelle di parentela o di amicizia, o - speriamo di no - della ricchezza o dell'ambizione, o qualunque altra motivazione, adesso purifica il tuo cuore da questi stimoli: essi hanno servito allo Spirito Santo per far giungere a te la proposta di Dio: «Aiuta a crescere verso la statura di Gesù Cristo questo mio figlio».

Tieni valida solo questa, lascia perdere le altre considerazioni. Così ti prepari ad essere un vero padrino, una vera madrina. Sì, perché se tu badi ai motivi di Dio avrai nel cuore qualcosa della Sua Vita di Padre e di Madre!

 

2. Dio ti arricchisce 

Lo Spirito Santo ha scelto me? Ma che cosa ho io di buono? Io non sono un cristiano ideale, io non sono... io non sono capace... Certo, puoi fare come Mosè: guardando a se stesso non vedeva buone qualità per assumersi compiti da parte di Dio. Tu non trovi forse in te stesso nulla che meriti l'attenzione di Dio. Anzi.

Dio può sceglierti ugualmente. Perché?

Quando Dio sceglie qualcuno per affidargli un compito, è perché vuole dargli qualcosa! Egli vuole comunicargli qualcosa della sua Vita, trasformarlo, renderlo capace con la Sua Grazia.

Dio ti ha scelto a fare il padrino o la madrina non perché tu sei... o perché tu hai..., ma perché Egli vuole darti..., vuole donarti qualcosa che ti renda possibile quel compito! Che cosa ti vuol donare?

Egli ti vuol donare spirito di paternità e di maternità. Il nome stesso di padrino e madrina indica ciò che tu ricevi da Dio e solo da Lui. Tu ricevi da Dio la capacità di esser padre o madre, di dare vita alla fede di un'altra persona, di far risplendere agli occhi di un ragazzo, che guarderanno a te in modo diverso che alle altre persone, qualcosa del Volto di Dio Padre! Il tuo figlioccio, guardando a te, dovrà notare qualcosa di divino, qualche aspetto dell'amore paterno di Dio. Per questo Dio stesso vuole effondere su di te il Suo Spirito Santo.

Essere scelto da Dio per fare il padrino è un gran dono del Suo Amore. Senti nascere e crescere in te un sentimento e una forza di paternità, di amore gratuito, di amore che non nasce da parentela o da simpatia, ma dal cuore del Padre.

Dio ti vuole arricchire, ti vuole rendere strumento visibile del suo amore invisibile.

Il tuo figlioccio è piccolo, o è giovane che inizia una sua indipendenza dalla famiglia. La sua fede ha bisogno di trovare al di fuori del suo ambiente qualcun altro che lo ama, e che lo ami a causa di Dio, per amore di Gesù.

Tu sei suo «parente» a causa di Dio, per amore di Gesù!

Potrebbe darsi il caso che per donarti questa paternità o maternità «spirituale» il Signore debba prima... convertirti! E' il tuo caso? Io non lo so, forse non lo sai nemmeno tu!

Ti sei distanziato da Dio? Ti sei allontanato dalla Chiesa? Non ricevi più i santi Sacramenti? Il Signore con la domanda con cui ti chiede di fare da padrino, vuole riordinare prima la tua vita di fede.

Se non accetti di convertirti, dovrai dire di no.

Così pure se vivi una vita in cui non ti è possibile accostarti ai Sacramenti perché sei sposato solo civilmente e non sacramentalmente, o perché convivi senza matrimonio, o perché non fai parte della Chiesa cattolica, allora non potrai accettare di essere padrino di Battesimo e di Cresima. E la Chiesa non ti accoglierà come tale fin che non avrai ordinato la tua vita in obbedienza a Dio!

E se vivi in collera con qualcuno e non vuoi perdonare, nemmeno in questo caso puoi presumere di donare vita di Dio. Prima accogli lo Spirito Santo in te. Uno dei segni della sua presenza nel cuore è la volontà di perdonare ai nemici.   

3. Un compito ecclesiale e spirituale 

Fare da padrino o madrina è una missione, un compito, che si svolge con la grazia dello Spirito Santo, che, con questo compito, ti educa ad una missione ecclesiale.

Essere padrino è un compito «ecclesiale»: ti viene dato cioè perché tu fai parte della Chiesa. Oggi, nella maggior parte dei casi, il padrino viene scelto dalla famiglia: in origine invece - e ancora oggi in terra di missione - egli era scelto dalla comunità cristiana e dato come fratello maggiore al nuovo battezzato, perché questi non fosse abbandonato a se stesso. Egli aveva il compito di aiutarlo a discernere la Volontà di Dio nelle sue scelte e decisioni, di incoraggiarlo nelle difficoltà che la fede ancora giovane avrebbe potuto incontrare.

Nei paesi di missione è proprio così: il padrino accompagna il battezzando nel suo cammino di catecumenato e si fa garante della sua preparazione al momento del battesimo. 

Il padrino ha un compito di cui è responsabile davanti a Dio e davanti alla Chiesa.

Sei preparato? Vivi tu stesso una vita cristiana profonda, tanto da poter comunicare qualcosa di essa ad altri? Essere padrino è anche un compito «spirituale»: è una missione spirituale in vista di una comunicazione spirituale.

Al battesimo il padrino stende la mano sul battezzando e alla Cresima l'appoggia sulla spalla destra del cresimando: è il partecipare all'imposizione delle mani del Vescovo, il tipico gesto con cui viene trasmesso lo Spirito Santo. Al momento del Battesimo e della Cresima inizia con questo gesto il compito per te di trasmettere lo Spirito Santo al tuo figlioccio.

Essere padrino è un compito spirituale!

In qualunque momento Dio potrebbe chiederti: «Stai trasmettendo Spirito Santo a quel bambino, a quel ragazzo? o trasmetti spirito mondano, spirito di vanità e di ambizione, di disobbedienza e di superficialità?».

E la Chiesa, la comunità dei cristiani, potrebbe chiederti: «Stai mostrando vita di fede e di amore al tuo figlioccio e mio figlio?». È impossibile? No, non temere, la grazia di Dio ti rende capace. Puoi comunicare Spirito Santo ed essere esempio di vita ecclesiale al tuo figlioccio se resti unito a Gesù. Questo sì è necessario: come è già necessario per la tua salvezza, così lo è per il tuo compito.

Essere unito a Gesù!

«Chi rimane in Me porta molto frutto».

Il frutto che la tua unione con Gesù porta è lo Spirito Santo che da te sgorga come acqua benefica.

Anche il tuo figlioccio vive immerso in un mondo dominato da spiriti negativi, che rendono l'atmosfera irrespirabile, che inquietano, che disorientano: spirito di violenza, di dominio, di impurità, di accusa, di giudizio, di invidia, di ironia, di incredulità, di superstizione, di superficialità... Il tuo figlioccio vive in quest'atmosfera. Egli ha bisogno di ossigeno «spirituale». Ha bisogno di respirare Spirito nuovo, spirito di comprensione, di serietà, di pace, di fede, di amore e perdono, di mitezza e gioia, di bontà, di dominio di sé, di adorazione a Dio, di obbedienza al Padre, di preghiera...!

Dove trovare quest’atmosfera? Tu padrino devi crearla con lui, favorirla, cercarla, per far respirare al tuo figlioccio Spirito Santo!

Lo puoi e lo realizzerai tanto quanto resterai unito a Gesù, tenendo il tuo cuore impegnato con Lui. 

 

4. Fede, Speranza, carità 

Mi sono chiesto talvolta come dev'essere il mio rapporto col mio figlioccio. La tentazione che mi presenta il modo normale di pensare è che io debba presentarmi a lui sempre con qualche regalo, e… di valore!

È una tentazione che viene dalla mia ambizione... di voler apparire uno che lo ama! Ma riconosco che questa è una tentazione.

Nei regali di valore che si fanno, soprattutto ad un ragazzo, di solito non c'è amore.

Lo Spirito Santo non mi ha scelto perché quel ragazzo ha bisogno di regali, ma perché ha bisogno di Gesù. Posso anche fare qualche regalino, certamente, ma se non presento al figlioccio qualcosa di Gesù visibile nella mia vita io non sono padrino. 

Il mio compito si svolge mentre presento con la mia vita un po' di fede, di speranza, di carità.

Queste tre parole possono illustrare quel che succede in me quando vivo unito a Gesù e rimango nello Spirito Santo. E queste tre parole dicono che cosa fa crescere un ragazzo alla misura della statura di Cristo, Figlio di Dio.  

Fede, speranza e carità sono frutto dello Spirito Santo in noi. 

Egli ci fa uomini di fede!

Credo, cioè mi fido di Dio e mi affido a Lui. Cerco il suo Volto, cerco la sua Volontà. So che da Lui viene la mia vita e so che Lui mi attende ogni giorno e alla fine dei giorni. Resto orientato a Lui: tutto è serio e tutto è sereno. La fede nel Padre e in Gesù mette in me serenità di fronte alle grandi cose e serietà nelle piccole. La fede è una ricchezza che rende la vita un dono di Dio. Quando tu vivi di fede fai entrare la presenza del Padre nei tuoi ragionamenti per essergli gradito: allora sei vero padrino e madrina! 

Egli ci fa uomini di speranza!

Spero! Attendo cioè i beni di Dio. Non ho di mira in primo luogo traguardi economici o sociali, ho di mira invece le grazie interiori, desidero una vita ricca di amore, desidero con la mia vita contribuire al diffondersi della conoscenza del Padre. E desidero che Dio trovi cuori aperti a ricevere la sua pace. E attendo anche la comunione con Lui dopo l'ultimo giorno. Spero: la mia speranza mi porta ad amare in profondità il mio figlioccio, a vederlo come persona destinata all'eternità. 

Egli ci fa uomini di carità!

Amo! L'amore che chiamiamo carità è qualcosa di grande, qualcosa che l'uomo non possiede naturalmente, che l'uomo può ricevere solo da Dio. E' l'amore con cui Dio ama! Carità è frutto dello Spirito Santo, è dono suo.

Un padrino deve avere nel cuore anche un germe di carità: egli starà a contatto con Dio fin che la riceve. Se non ho un po' dell'amore paterno di Dio, come posso essere padrino? E com'è quest'amore? È quell'amore che vede negli sbagli e nei torti degli altri non motivi che giustificano la mia accusa, ma situazioni in cui chi sbaglia ha bisogno d'aiuto e di amore per essere fedele al Signore. Così posso trasmettere al figlioccio un po' dell'amore di Dio, un po' di carità.

E la carità più grande che ho per il figlioccio è quando - col silenzio e con le parole - gli presento il dono di Dio: Gesù!

 

5. Il mio padrino  

Il mio padrino non è un tipo speciale. E' un cristiano. Non ha mai fatto cose straordinarie per me: soltanto, da lontano, si è interessato di me, delle mie piccole cose da ragazzino, si è impegnato nella preghiera per me, dicendomelo qualche volta. E' contento di vedermi, e, nella sua semplicità, gode del nostro rapporto fondato da Dio. Le brevi attenzioni, le poche parole, le semplici preghiere del mio padrino mi sono state un aiuto nel cammino della mia fede, della mia speranza, della mia carità. Un padrino non deve fare grandi cose: né presumere di esserne capace.

Dopo tutto quel che ti ho detto... ora ti dico: sii semplicemente un buon cristiano. Lascia che la tua fede venga alla luce, e che il tuo amore non sia nascosto.

Sii un cristiano senza paura d'esserlo, anzi gioioso della tua fede. Sii un cristiano partecipe della vita della Chiesa, che è anche Madre tua, e non solo dei nuovi battezzati.

Sii un cristiano amante dell'Eucaristia, presenza reale di Gesù Cristo: con la tua assiduità domenicale alla S. Messa vieni aiutato e sei d'aiuto a trasformare il mondo!

Sii un cristiano sereno, perché sai che Dio è Padre.

Sii un cristiano coraggioso, perché sai che c'è la grazia dello Spirito Santo nel tuo cuore.

Sii un cristiano misericordioso, perché conosci il cuore di Gesù, e perché anche tu hai ottenuto misericordia.

La serietà dell'impegno dell'essere padrino non ti tolga la gioia dell'esser cristiano! E la gioia non faccia sparire la serietà!

 

Preghiera del padrino e della madrina  

Padre Santo, ti ringrazio d'avermi chiamato ad accompagnare uno dei tuoi figli a ricevere la Tua Grazia.

Ti ringrazio per il Dono che riversi nel mio e nel suo cuore. Concedimi di essere per lui uno strumento del tuo Amore, e dona a lui di incontrare in modo sempre più vivo il tuo Figlio Gesù.

Voglio presentartelo tutti i giorni, perché in ogni momento egli sia gradito al tuo cuore e rimanga unito alla tua Chiesa, Corpo di Cristo, per mezzo dello Spirito Santo. Possa crescere in sapienza, santità e grazia! Amen.

 

NB:      Ai padrini del Battesimo potrebbe essere utile anche il quaderno «Sono battezzato», e a quelli della Cresima «Il Paraclito» e «Avete ricevuto lo Spirito Santo?».

titoli degli opuscoli  

 

Nulla osta: don Iginio Rogger, cens. Eccl. - Trento, 31 agosto 1989